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Capoliveri,
uno degli 8 comuni dell'Elba, nacque
come fortezza d'altura in epoca etrusco-romana.
In epoca latina era conosciuta anche
col nome di Caput Liberum denominazione
che deriva dal culto del dio Dioniso-Bacco
o anche detto Libero e che allude alla
produzione di vini pregiati già
nell'antichità. Fino al XIII
secolo Capoliveri era l'unica città
fortificata dell'Isola d'Elba e, nel
periodo della dominazione pisana, la
città fu sede di Capitanìa,
ovvero residenza della più alta
carica amministrativa, politica e militare
dell'isola. Conservò questo ruolo
fino al XV secolo, quando, con Pisa
ormai decaduta passò sotto il
dominio della Corona di Spagna e del
Vicereame di Napoli. |
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Fu in quest'epoca che conobbe la sciagura
venuta dai pirati turco-barbareschi
che la devastarono completamente.
Ricostruite, le fortificazioni furono
distrutte per la seconda volta agli
inizi del XVIII secolo in seguito
alla battaglia tra gli imperiali e
gli spagnoli. Anche Napoleone, che
dopo la sua caduta si rifugiò
sull'Isola d'Elba, pare fosse intenzionato
a radere al suolo la roccaforte. Fortunatamente
la passione per una capoliverese,
"la Vantina", lo fece recedere
dai sui propositi bellicosi. Partito
Napoleone, l'Isola d'Elba e Capoliveri
in particolare conobbero un periodo
di rinascita economica legata soprattutto
alla ripresa dell'attività
estrattiva del ferro, che ebbe un
incremento continuo fino alla seconda
metà dell'Ottocento.
Gli ultimi anni dell'Ottocento furono
invece duri e registrarono una vasta
emigrazione degli abitanti di Capoliveri
verso l'America meridionale.
A questo primo movimento migratorio
ne seguì un altro, questa volta
verso l'Australia, dopo la seconda
guerra mondiale e il resto è
storia recente.
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